XIV Edizione Premio Silone (2006)

XIV Edizione Premio Silone (2006)

PREMIO INTERNAZIONALE IGNAZIO SILONE - XIV EDIZIONE 
2 Dicembre 2006
TRADUZIONI
a cura di Liliana Biondi


La sezione Traduzioni, fortemente voluta nel 1995 dalla Regione Abruzzo e dall’allora suo presidente Gianni Melilla, per dare un segnale di stima ai primi intrepidi traduttori di Silone ancora in vita, ha rappresentato in seguito e rappresenta un forte incentivo alla conoscenza e alla divulgazione nel mondo dell’opera del nostro scrittore.
Così, dopo Eric Mosbacher, William Weaver, Darina Laracy Silone, tra i traduttori di nuova generazione gratificati dal Premio Internazionale della Regione Abruzzo, si ricordano: József Marx, con la traduzione in ungherese A titok (Il segreto di Luca); Yucari Saito per aver volto in lingua giapponese Vino e pane, Silvia Caruso e Karin Wiedemeyer Francescani per aver convertito in italiano, dalla versione in tedesco, il volume di racconti Viaggio a Parigi, Ursicin (Gion Gieli) Derungs per aver tradotto Fontamara in lingua romancia, la lingua di Davos, la cittadina svizzera dove Silone compose quel romanzo all’alba del suo esilio, ignaro del successo che gli avrebbe procurato.


È proprio dell’uomo avvertire la forza viva di edificare il bene anche nelle avversità. Queste, talvolta sono il terreno più fertile per dimostrare quanto amore infiammi il cuore umano: un fuoco che sa valicare le barriere e vedere nell’altro, fraternamente, solo e soltanto un proprio simile a cui dare calore.
 
È quanto ha fatto l’Associazione di Volontariato “Aiutiamoli a vivere” e il suo presidente  Tusio De Iulis, che dal 1998 hanno avviato un «umile, costante lavoro umanitario a sostegno della popolazione irachena […] e un lungo cammino di collaborazione, di scambi culturali e scientifici con la Società civile» locale, favorendo contatti e cooperazioni sociali, culturali e religiose anche tra Bagdad e l’Abruzzo. L’incontro con il Magnifico Rettore dell’Università di Bagdad, col Preside della Facoltà di Lingue, prof. Dhia  Aldin Hasan e con l’Ufficio Consolare per le Lingue Straniere e le Traduzioni, ha favorito ulteriori contatti culturali. Lo scorso anni, proprio in seguito ad una visita a Pescina  da parte di una delegazione irachena, tra cui c’era il prof. Mustafa, è sbocciata l’idea della traduzione che oggi si premia.


Con la traduzione in lingua araba della raccolta di racconti Viaggio a Parigi, ad opera del prof. AHMED MUSTAFA, edita a Bagdad nel 2005, il processo di diffusione del messaggio di pace, di speranza, di valori umani e solidali che la narrativa di Silone alimenta in sé, amplia il suo raggio. «Beniamino, il protagonista del racconto Viaggio a Parigi - scrive Ahmed Mustafa nella Introduzione in lingua italiana - mi ha ricordato gli aspetti del protagonista dei racconti arabi famosi, come Taha Hussein e Tawfiq Alhakim che hanno preso delle personalità di campagna con tutto quello che soprattutto di trasparenza, hanno di diverso dal cittadino» (p.143). Aveva ragione Goethe quando,  nel 1827, dopo aver letto in traduzione un romanzo dell’oriente, scriveva al suo amico Eckermann che gioie, sofferenze e problemi dell’uomo hanno un’unica voce nel mondo. La Giuria del Premio è pertanto oltremodo riconoscente al traduttore Ahmed N. Mustafa, e se non da riscontri linguistici tra l’italiano e l’arabo, la sintonia del traduttore col messaggio che la raccolta comunica la si evince dalla densa postfazione che chiude il libro. L’arabo, infatti, si scrive da destra a sinistra, e quindi il libro inizia dall’ultima pagina.


AHMED N. MUSTAFA , che è nato a Bassora nel settembre 1963 e che vive attualmente a Beirut, si è laureato presso l’Accademia Navale di Livorno nel 1987, è corrispondente dell’ANSA da Bagdad e da Beirut; è docente di Lingua italiana presso la Facoltà di Lingue dell’Università di Bagdad.